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Papa Francesco ha annunciato che il beato abruzzese sarà canonizzato durante il sinodo dei giovani.

 

 

L'ANNUNCIO DELLA CANONIZZAZIONE

Nel concistoro di giovedì 19 luglio, Papa Francesco ha annunciato che il beato abruzzese, morto nel 1936 a 19 anni, sarà canonizzato durante il sinodo dei giovani insieme a Paolo VI, che lo beatificò nel 1963, e mons. Romero.

E' il Vaticano stesso che ha diramato la notizia: Il giovane Nunzio, di Pescosansonesco, in provincia di Pescara, considerato protettore degli invalidi e delle vittime del lavoro, salirà così agli onori degli altari insieme a Papa Paolo VI, che lo beatificò il 1 dicembre 1963, Monsignor Oscar Romero, sacerdote diocesano.

IL MIRACOLO CHE HA PORTATO ALLA CANONIZZAZONE

Un giovane di Taranto, rimase gravemente ferito in un incidente con la moto ed entrò prima in coma e poi in uno stato vegetativo. I genitori, che facevano portare al figlio  nel portafoglio sempre l’immagine del beato Nunzio Sulprizio, richiesero una sua reliquia alla parrocchia di San Domenico Soriano a Napoli, che conserva le sue spoglie, insieme al santuario di Pescosansonesco. La reliquia fu posta in sala di rianimazione per chiedere l’intercessione del beato nella guarigione, e il papà bagnò poi la fronte del ragazzo con l’acqua del Beato, proveniente dalla fonte di Riparossa dove Nunzio ragazzino lavava la gamba colpita da cancrena. Nei giorni successivi i sanitari comunicarono che il giovane non aveva più bisogno della rianimazione. Inviato al Centro Risveglio “Sant’Anna” di Crotone, in quattro mesi il giovane è uscito dallo stato vegetativo, con un recupero rapido e stabile delle funzioni neurologiche e mentali, senza riportare esiti invalidanti.

NUNZIO: UNA VITA DI SOFFERENZE

Durante il Concistoro viene ricordata la vita di Nunzio, segnata da grandissime sofferenze, vissute con tanta fede e docilità alla volontà di Dio. Nunzio nasce a Pescosansonesco (Pescara), 540 metri sul livello del mare, il 13 aprile 1817, da Domenico, calzolaio, a Rosa filatrice. Perde entrambi quando era ancora bambino, e alla scomparsa anche della nonna materna, ad appena nove anni, viene accolto da uno zio che lo toglie dalla scuola e lo sfrutta senza pietà come garzone nella sua officina di fabbro ferraio. Costretto a lunghe ore di lavoro si ammala presto: colpito da una cancrena alla gamba, i dolori sono acutissimi: li offre tutti al Signore.

Durante Hierós sarà possibile ammirare la mostra d'arte: IL VOLTO DI NUNZIO dedicata al giovane presto santo.

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